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News

 

T.E.S.P.I./mente Jesi e Montemarciano

07.11.2015

tespi menteT.E.S.P.I./mente - Jesi e Montemarciano
14, 18 e 28 novembre
Dedicato in questa edizione autunnale al disagio mentale, T.E.S.P.I. festival di teatro sociale - promosso dall'ATGTP
Associazione Teatro Giovani Teatro Pirata, da Fondazione Primo Maggio e dall'AMAT Associazione Marchigiana
Attività Teatrali - vuole portare al pubblico l'idea di coincidenza fra l'esperienza artistica del teatro e quella educativa formativa-terapeutica.
T.E.S.P.I./mente coinvolge le città di Jesi e Montemarciano con un programma di eventi che
avranno luogo il 14, 18 e 28 novembre prossimi. Il Festival è sostenuto da MiBACT, Regione Marche e dai Comuni di
Jesi e di Montemarciano, in collaborazione con la Rassegna Malati di Niente e la COO.SS Marche.

SABATO 14 NOVEMBRE JESI
 Teatro Studio Valeria Moriconi, ore 16 laboratorio
LABORATORIO
di preparazione al Flash Mob. Aperto a tutti.
 Centro Storico itinerante, ore 18:30 flash mob
FLASH MOB
a seguire APERICENA
 Teatro Studio Valeria Moriconi, ore 21 teatro
OCCHISULMONDO
GRETA LA MATTA
regia Massimiliano Burini, Matteo Svolacchia, Giulia Zeetti
liberamente ispirato a Greta la Matta di Carll Cneut e Geert De Kockere
menzione speciale premio Scenario Infanzia


"Per la capacità di tradurre una storia desueta e non consolatoria in magia delle immagini sceniche e coralità del
lavoro attorico e coreografico, illuminando le risorse di consapevolezza e riscatto di una vicenda infantile di
emarginazione e pregiudizio."


La storia di Greta è evidentemente un caso estremo. È una storia "vera".
È la storia di una bambina che, crescendo, diventa folle e, rifiutata dagli altri, si uccide. Si possono trovare storie simili,
altrettanto violente, in tutte le nostre città. I bambini riconoscono Greta (e la nostra indifferenza) meglio di noi, in
un'innocente passeggiata quotidiana per le strade delle nostre città.
Si vorrebbe che l'arte ci consolasse del male del mondo. Vorremmo almeno in un libro "salvare Greta".
Invece il libro in questione ci scaraventa davanti una storia, raccontandocela nuda e cruda nella sua realtà atroce.
Ci siamo interrogati sul valore della fiaba al tempo d'oggi. Riflettendo sul nostro passato e sul presente e abbiamo
scoperto nostro malgrado che siamo stati anche noi perseguitati e perseguitori.
Quando c'è una trasformazione c'è sempre un prima e un dopo.
Il lavoro parte dall'analisi di quello che può succedere quando qualcuno di noi è spinto a diventare ciò che gli altri
dicono che sia.
Nel settore dei libri per bambini che piacciono solo agli adulti nessun libro aveva finora raggiunto la vetta di perfezione
di Greta la Matta. L'operazione è sofisticatissima e all'apparenza destinata a un pubblico di tredici cultori, ma si vede
che non è così. Ispirato al quadro Dulle Griet (Greta la Matta) di Bruegel il Vecchio, il testo di Geert De Kockere, che
presenta delle illustrazioni meravigliose ad opera dell'illustratore belga, Carll Cneut, ci ha folgorati in tutte le sue 32
pagine, che narrano la seguente vicenda: la dolce bambina Greta diventa una vecchia strega cacciata dal paese, decide
di andare al diavolo come le suggeriscono, trova la bocca spalancata del demonio, ci entra, si aggira tra avanzi rancidi
e puzzolenti di uomini donne e bambini mal digeriti. Chiama il diavolo ma lui non risponde, pazza di rabbia si trafigge
con una spada e muore stecchita in una doppia pagina color rosso sangue. Niente ci sembrava più attuale di questa
storia. Il libro contestato dagli studiosi di pedagogia infantile, ha riscosso un enorme successo in Europa e un forte
diverbio ha aperto nella comunità degli studiosi della nuova pedagogia per l'infanzia.
Censurato in Italia fino alla pubblicazione, nel 2008, per la casa editrice Adelphi.


MERCOLEDÌ 18 NOVEMBRE JESI
 Liceo Classico "Vittorio Emanuele II", h 18 incontro
BAMBINI IN VIAGGIO VERSO IL PROSSIMO. GLI OSTACOLI E LE RISORSE
incontro con l'autore e psicoterapeuta infantile Domenico Barrilà
a seguire APERICENA
 Teatro Valeria Moriconi, h 21 teatro
DONKEY SHOT
Spettacolo finale del laboratorio di teatro integrazione della Rete del Sollievo di Jesi-ASP Ambito IX e in collaborazione
con il Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura-ASUR Area Vasta 2.
Lottare per chi si è, lottare per quello che non c'è. Costruendo la propria realtà ci si scontra tra le falsità e le verità di
sé stessi in un processo dialettico arduo e pericoloso. A volte sono davvero giganti e noi diventeremo eroi, a volte
sono mulini a vento e noi siamo solo Don Chisciotte, Donkey Shot.


SABATO 28 NOVEMBRE MONTEMARCIANO
 Teatro Alfieri, ore 17 teatro
BABEL THEATRE
AMLETO BESTIALE OBLIO
a cura di Lorenzo Bastianelli
produzione compagnia Babel Theatre in collaborazione con la Rete del Sollievo di Ancona
Un Amleto disordinato, sospeso nella memoria di tutti noi che guardiamo. Un Amleto sospeso tra risate, ironia,
metafore, inciampi, disperazione, pensieri, ipotesi. Un Amleto, che diventa triplice Amleto: La testa, il cuore e la pancia.
Dopo due anni con gli occhi cocciutamente concentrati su copioni "contemporanei" la compagnia Babel Theatre si
ritrova a lavorare su un grande classico Shakespeariano. Torniamo indietro per andare avanti e capire sempre meglio
la vera essenza del gruppo. Un gruppo che come ogni anno si rinnova, si smarrisce e si ritrova.
Amleto è il nostro nuovo obiettivo. Un Amleto completamente laboratoriale dove al centro non c'è solo il testo, non
c'è la macchina teatrale, non ci sono gli abbellimenti scenotecnici, al centro ci sono le persone, gli "attori" della
compagnia, i loro percorsi "attoriali" e i loro percorsi di vita. Abbiamo passato un anno a cercare una formula per
trasformare l'Amleto Shakespeariano nel nostro Amleto, un percorso strutturato sulla riscrittura del testo,
sull'improvvisazione, sull'esserci, dove ognuno ri-cercava il proprio senso, le proprie parole; affrontando difficoltà,
limiti e insicurezze. In un processo di crescita personale dobbiamo fare i conti con noi stessi.
Un Amleto disordinato, sospeso nella memoria di tutti noi che guardiamo. Un Amleto sospeso tra risate, ironia,
metafore, inciampi, disperazione, pensieri, ipotesi.
Un Amleto, che diventa triplice Amleto: La testa, il cuore e la pancia.
Un Diamante grezzo a tre sfaccettature. E dove c'è la bellezza c'è anche il dolore. Un dolore cosi forte da sconvolgere
le azioni, da sconvolgere i pensieri, da distruggere un amore, da annientare tutti. Nessuno escluso.
Sparisce la follia, rimangono i sensi di colpa, le azioni fatte per odio, per brama di potere, per invidia, per la fretta del
nulla.
Chi è colpevole è davvero il colpevole? C'è del marcio solo in Danimarca?
Ad ognuno le sue colpe. Ad ognuno la sua traduzione.
Lorenzo Bastianelli
 Teatro Alfieri, ore 19 incontro
... E IL VANO MIRAGGIO DI UNA STELLA: NORI DE NOBILI
Creatività e disagio psichico
(Incontro)
Partecipano:
Gilberto Maiolatesi, direttore della rete del Sollievo;
Stefano Verri, critico d'arte;
Lorenzo Bastianelli, regista dello spettacolo Amleto bestiale oblio;
Nada Malanima, cantante, autrice e attrice interprete dello spettacolo Scompagine
a seguire APERICENA
 Teatro Alfieri, ore 21.15 teatro
NADA
SCOMPAGINE
di Nada Malanima
regia di Alessandro Fabrizi
«...nel chiuso di una stanza, una donna è in attesa di un'operazione che dovrà cancellare dalla mente e dagli occhi la
visione di un'altra lei, la sua confidente allucinazione con cui ha da sempre un rapporto di affetto e ostilità»
Così scrive Nada Malanima ad incipit del suo Scompagine, un monologo (o è un dialogo? o è un soliloquio?) che anche
chiama: "commedia drammatica". Sulla scena, una donna, di età avanzata ma indefinibile, inchiodata a una vecchia
poltroncina (evidentemente la sua, la sua preferita). Si chiede, e ci chiede: dove sono? E poi inizia a raccontare, tra sé
e Sé - letteralmente, in dialogo con una Se Stessa che ama e detesta.
Scorrono così le vicende di una storia, una vita, la sua: amori e terrori, il padre di sua figlia e l'Uomo Nero (anzi, ben
quattro uomini neri!), viaggi reali e viaggi immaginari, un "matrimonio spento", le cure, gli ospedali, le osservazioni
sbrigative degli "psicoqualcosa"... Sì, perché presto ci accorgiamo che questa donna non appartiene alla categoria dei
"sani di mente", ma è parte di quegli "organismi studiati per essere capiti" e che troppo spesso vengono annientati.
Lei invece ce la fa: seduta sulla sua poltroncina motorizzata, conquista la scena e vi scorrazza mettendoci a confronto
con una vita vissuta, dentro e fuori, pericolosamente, gioiosamente, ineluttabilmente...
Lei, dice, è in attesa della "neuroleptoanalgesia" che la libererà della se Stessa che la importuna.. E' un caso clinico,
senz'altro. Ma noi capiamo. Sentiamo che racconta - estremizzando - un punto nevralgico del nostro essere al mondo,
un esserci sempre per lo meno in due: i nostri pensieri e l'io che li ascolta.
Come finirà lo scontro? Davvero l'altra lei verrà sacrificata? O verrà infine e in fondo accolta in una profonda
percezione della complessità di ciò che essere è?
La donna si chiede e ci chiede: è preferibile essere sani ma sentirsi malati o essere malati ma sentirsi sani?
Con Scompagine, Nada si offre un'occasione ghiotta: la vera e propria creazione di un personaggio, idiosincratico ed
eccessivo, sopra le righe e umanissimo. A me ha subito fatto pensare a certi personaggi di Beckett, di cui mi pare
proprio parente. E offre al pubblico la possibilità di fare conoscenza con questa donna straordinaria, che ci confronta
con domande indimenticabili, con fantasie più che condivisibili e una immaginazione che rende vibrante tutto ciò che
tocca, tutto ciò che sente o vede. Una vita vissuta e raccontata in un tono più acuto, ideale per la scena, per un teatro
che voglia mostrare quel che tendiamo a nasconderci e ci dia l'occasione di aprire la nostra mente al mistero e il
nostro cuore alla compassione per la creatura umana, questo curioso organismo da studiare per essere capito...
Alessandro Fabrizi

INFO
ATGTP www.atgtp.it info@atgtp.it 0731.86634-56590
AMAT www.amatmarche.it 071.2075880 + 071 2072439

 

 

 


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