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Amerigo-Iannacone-intervistato-da-Carina-Spurio

Intervista ad Amerigo Iannacone «I poeti hanno tracciato nei secoli una storia di civiltà» - di Carina Spurio
D.: La poesia prende corpo dalla rabbia, dal dolore, dalla gioia. La sua da dove nasce?
R.: Premetto che la poesia non si scrive quasi mai su temi programmati, ma nasce generalmente da un’emozione, da un ricordo, da un’intuizione improvvisa. Se prendo in esame i miei libri di poesia, una decina, e cerco di guardami come dall’esterno, posso dire che, sì, certo, ci sono il dolore (piú spesso) e la gioia (piú di rado). C’è anche la rabbia, che spesso si trasforma in ironia o in frecciate avvelenate, come succede negli epigrammi, buona parte dei quali raccolti nel volumetto Versetti e versacci. Ma devo dire che nella mia poesia c’è anche una nota malinconica che nasce, forse, da un profondo senso di solitudine esistenziale, nasce dal mistero del nostro viaggio effimero, dalla consapevolezza dell’ineluttabilità del tempo che passa (Ruit hora). Ci sono poi testi nati dall’osservazione delle piccole cose, della natura (la poesia lirica, gli haiku). E vi si possono trovare altri temi.
D.: Nella sua silloge poetica dal titolo “Luoghi” (Ed. Eva, Venafro 2009, pp. 48), ha creato una lirica romantico-verista imbevuta di ricordi e di memorie.
R.: Ho raccolto nel libro i componimenti dedicati ai luoghi del cuore, ma anche, soprattutto, i luoghi dove mi hanno portato le amicizie letterarie. Una sorta di rete di amici poeti, scrittori e artisti che si è venuta creando negli anni. Se Lei parla, forse esagerando un po’, di «una lirica romantico-verista imbevuta di ricordi e di memorie», lo prendo per buono e, in un certo senso, devo dire che mi ci riconosco. Ma mio intento, come dico nella nota introduttiva, era quello di fare un omaggio a poeti e scrittori amici e ai loro luoghi, ed è per questo che, forse con un po’ di millanteria, ho parlato di “geografia poetica”.
D.: La sua Poesia è materica, accoglie luci, colori e città e in panorama realistico si armonizza al senso di stupore infantile. Venafro l’ha visto crescere «disordinato e indeciso», e lei, l’ha vista crescere «disordinata e anonima»… Qual è il rapporto con la sua città?
R.: Come spesso succede, è un rapporto di amore-odio. Amore per tutti gli angoli del paese, i posti, le case, i campi, i vicoli, le strutture, i momenti di vita, belli o brutti che siano, gli affetti familiari, gli amici, le abitudini quotidiane, i ricordi; odio per le cose che non vanno come dovrebbero andare, per il degrado fisico e anche morale e perfino antropologico cui si assiste. E non solo a Venafro, per la verità.
D.: Il Poeta è anche lettore?
R.:Il poeta è, deve essere, lettore prima che poeta. Lettore onnivoro magari, ma con particolare attenzione ai migliori poeti della nostra tradizione letteraria. Sia per la gratificazione personale che la lettura può dare, sia per potere, per cosí dire, acquisire il mestiere. Perché forse è anche vero che poëta nascitur, cioè che la sensibilità poetica è innata, ma con la lettura si affina. Inoltre i mezzi tecnici, la capacità di padroneggiare il materiale linguistico si acquisiscono con la lettura, prima che con la scrittura. Ma la lettura, se diventa abituale, è soprattutto piacere.
D.: Cosa pensa dei Poeti?
R.: Ovviamente ne penso bene. I poeti vedono le cose filtrate attraverso la loro sensibilità ed è come se i sentimenti si vedessero attraverso una lente di ingrandimento e diventano in un certo senso la coscienza di un popolo. Si può dire che i poeti hanno tracciato nei secoli, da Alceo e Saffo ai nostri giorni, quella che potremmo definire una storia di civiltà, in qualche modo parallela a quella fatta di guerre, di conquiste, di sopraffazioni.
D.: Che cosa la spaventa di piú nella vita?
R.: Non parlerei di spavento, ma piuttosto di inquietudine. Forse il mistero, che m’inquieta e al tempo stesso mi intriga.
D.: Una data molto importante?
R.: Due date importanti sono quelle di nascita dei miei figli. Un’altra potrebbe essere –ma non so se in positivo o in negativo – quella della pubblicazione del mio primo libro, trent’anni fa.
D.: Un libro…
R.: I libri, tanti, tutti. Dovrei fare un lungo elenco. Ma uno che mi ha toccato molto, nella mia adolescenza, è l’Oscar di Tutte le poesie di Quasimodo e in particolare i tre versi del testo “Ed è subito sera”. Per la prosa, hanno significato molto per me i classici russi, francesi e americani dell’Ottocento, letti sempre negli anni della mia adolescenza, quando cominciavano a uscire in edicola in edizione economica. In particolare L’uomo che ride di Victor Hugo, Delitto e castigo di Dostoevskij e i racconti di Edgar Allan Poe.
D.: Un ricordo…
R.: Il primo amore. È banale?
D.: Nuovi progetti?
R.: Tanti, ma non so quanti (e se) saranno davvero realizzati. Ho nel computer una cartella che si chiama “Lavori in corso” e vi sono una dozzina di titoli. Tra i lavori (perennemente) in corso, un repertorio-antologia di poeti molisani, uno sui personaggi illustri di Venafro. E poi continuo a scrivere in poesia e in prosa: testi che prima o poi saranno raccolti in volume e dati alle stampe.

Amerigo Iannacone è nato il 17 maggio 1950 a Venafro (Isernia), dove vive, e insegna nelle scuole superiori. È direttore del mensile letterario e di cultura varia “Il Foglio Volante – La Flugfolio”, da lui fondato nel 1986, e collabora ad altre testate.
Ha finora al suo attivo le seguenti pubblicazioni:
- Pensieri della sera, Cassino 1980, pp. 48. Poesia.
- Dissolvenza incrociata, Ed. La Procellaria, Reggio Calabria 1983, pp. 64. Poesia.
- Parliamo un po’ di Ceppagna, Ed. Il Pungolo verde, Campobasso 1985, pp. 68. Storia locale.
- Esperanto, il perché di una scelta, Ed. Il Foglio volante, Venafro 1986, pp. 24. Saggio.
- Eterna metamorfosi – Eterna metamorfozo, Ed. Gabrielli, Ascoli Piceno 1987, pp. 104. Poesia in italiano e in esperanto.
- Microracconti, Ed. Eva, Venafro 1991, pp. 86.
- Ruit hora, Ed. Eva, Venafro 1992, 19962, pp. 116. Poesia.
- Verso il fonetismo – Evoluzione della scrittura, Ed. Eva, Venafro 1994, pp. 72. Saggio.
- Mater, Venafro 1995. Poesia.
- La stramma – Un artigianato in via di estinzione (in coll. con Maurizio Zambardi), Ed. Eva, Venafro 1997, pp. 152. Saggio.
- Da Babilonia a Esperantujo – Considerazioni sulla lingua internazionale, Ed. Eva, Venafro 1998, pp. 68. Saggio.
- Testimonianze – Interventi critici, Venafro 1998. Critica letteraria.
- Vincenzo Rossi e i Canti della Terra (in coll. con Ida Di Ianni), Venafro 2001/20022. Saggio monografico.
- Estaciones, Ed. Emboscall, Vic (Spagna) 2001, pp. 92. Haiku in edizione bilingue, con traduzione spagnola di Carlos Vitale.
- L’ombra del carrubo, Ed. Eva, Venafro 2001, pp. 108. Poemetto in edizione bilingue, con traduzione francese di Paul Courget. Nuova edizione con traduzione spagnola (La sombra del algarrobo) di Carlos Vitale, Ed. Eva, Venafro 2009.
- A zonzo nel tempo che fu, Ed. Eva, Venafro 2002/20032, nuova edizione ampliata 2010. Narrativa.
- Sera e l’ata sera – Filastrocche, stornelli, proverbi, scioglilingua e altre cosette molisane, Ed. Eva, Venafro 2004.
- Semi, Ed. Eva, Venafro 2004. Poesia.
- Nuove testimonianze – Interventi critici, Ed. Eva, Venafro 2005. Critica letteraria.
- Stagioni, Ed. Eva, Venafro 2005. Haiku.
- Piccolo Manuale di Esperanto, Ed. Eva, Venafro 2006, pp. 148, 2ª ed. Lulu, 2006.
- Versetti e versacci – Epigrammi, Formia 2006, pp. 40.
- Cronache reali e surreali, On line, 2006. Microracconti.
- Letture e testimonianze – Interventi critici, On line. Critica letteraria. Pp. 184.
- Oboe d’amore / Ama Hobojo – poesie / poemoj, La Stanza del Poeta, Gaeta 2007, pp. 96. Poesia in italiano e in esperanto.
- Dall’otto settembre al sedici luglio, Ed. Eva, Venafro 2007, pp. 68. Narrativa.
- Dall’Arno al Tamigi – Annotazioni linguistiche, Ed. Eva, Venafro 2008, pp. 48.
- Cronache reali e surreali, Ed. Eva, Venafro 2008, pp. 144.
- Il Paese a rovescio e altre fiabe, Ed. Eva, Venafro 2008, pp. 104.
- Luoghi, Ed. Eva, Venafro 2009, pp. 48, poesie.
- Parole clandestine, Ed. Eva, Venafro 2010, pp. 56, poesie.
- Prefazioni e postfazioni, Ed. Eva, Venafro 2010, pp. 172, poesie.
Bibliografica su Amerigo Iannacone:
- Aldo Cervo, Le “Testimonianze” di Amerigo Iannacone, Ed. Eva, Venafro 2000.
- Leonardo Selvaggi, Tra crisi di transizione la poesia di Amerigo Iannacone in stimolazioni etico-sociali, Ed. Eva, Venafro 2004.
- Leonardo Selvaggi, La poesia di Amerigo Iannacone, , on line, 2006.
- Giuseppe Napolitano, Scritti per Amerigo, La Stanza del Poeta, Gaeta 2010.
- Aldo Cervo, Letture critiche nella produzione letteraria di Amerigo Iannacone, Ed. Eva, Venafro 2010.
- Brancaccio – Cervo – Di Ianni – Iulianis – Napolitano – Vacana, Umanità e Cultura in Amerigo Iannacone – Testimonianze per trent’anni di attività letteraria, Ed. Eva, Venafro 2010
Ha tradotto inoltre diversi libri, dal francese in italiano e dall’italiano in esperanto.Ha ottenuto due volte il Premio della Presidenza del Consiglio per la Critica Letteraria.
Si occupa di editoria.

 

Inserito il 25/10/2010 nella categoria Cultura

 

Tag : Carina Spurio  Amerigo Iannacone   


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Questi valori ci accompagnano da tanto tempo, di generazione in generazione, in questo antico mestiere che per caratteristiche intrinseche non abbandoneremo mai. La nostra attività vitivinicola, oramai quasi centenaria, è contraddistinta da un attaccamento inscindibile alla tradizione ed in tempi ultimi all’innovazione, necessaria per ottenere il massimo, ricercando il perfetto equilibrio tra gusto e colore, tra bouquet e retrogusto.

La nostra realtà agricola percorre costantemente e ciclicamente ogni anno gli stessi eventi che puntualmente ci coinvolgono sensibilizzandoci ogni giorno di più verso il prodotto finale, il nostro vino, attraverso la passione per il territorio, la natura, le persone che ci accompagnano. E’ un processo che non richiede tempi lunghi né brevi, ma tempi naturali, quelli necessari per ottenere un lavoro ben fatto.

E’ con tale dedizione e passione che ci rivolgiamo a quanti condividono il nostro pensiero, il nostro vino, per condividere attimi unici ricavati da piccoli gesti come quello di sorseggiarlo in un calice."

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