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 Arcano della Magia - Maria Luisa Pesce di Carina SpurioArcano della Magia - Maria Luisa Pesce - Animus Et Anima  di Carina Spurio

Leggendo la sua prefazione mi sono venuti in mente i versi della grande poetessa Emily Dikinson tanto che glieli cito: “Non posso essere sola,/mi viene a visitare/una schiera di ospiti,/non sono registrati, /non usano la chiave, /non han né vesti, né nomi,/né climi, né almanacchi, /ma dimore comuni, /proprio come gli gnomi,/messaggeri interiori/ne annunciano l'arrivo,/invece la partenza/ non è annunciata, infatti /non sono mai partiti.” Così è stato per lei “in quel pomeriggio di agosto, dopo che alcune dee vennero a visitarla”?

Sono una visionaria.
Non di rado le più grosse intuizioni giungono a me per i canali del pensiero laterale, piuttosto che per le vie convenzionali della ragione.
Ogni mio progetto è prima di tutto un insight, un'emergenza improvvisa di una rete di conoscenze che, dopo essere state tenute in fermentazione, assumono, attraverso misteriosi processi, forme definite che giungono sulla soglia della consapevolezza in modo del tutto... inconsapevole.
Forse (la mia è un'ipotesi) sono le donne a pensare in questo modo o, meglio, quanto di noi è femminile.

“Nasce sotto il segno dei Pesci con l’ascendente e la Luna in Sagittario” e si definisce un’inquieta non domata. Il suo Sole in Pesci, seppur immerso nel regno visionario di Nettuno, le aveva annunciato la scrittura alla sua nascita, in tempi non sospetti …

O forse, proprio poiché immerso nel regno di Nettuno, c'era da aspettarsi che si manifestassero alcune propensioni.
Nettuno è signore degli artisti e dei mistici, in astrologia: una magnifica porta, che inabissa i folli e innalza i veggenti.
In sé possiede una valenza neutra, siamo noi uomini a farne uno strumento di elevazione o di caduta.
Eppure, per quanto riguarda la mia persona, devo molto di più ad altre componenti del mio cielo, per esempio ad Urano, pianeta androgino per definizione, che protegge coloro che hanno bisogno di cambiare continuamente e di precorrere i tempi, sognando nuovi squarci del domani.


Lei scrive : “un tempo i fiumi avevano voci e le sorgenti nascondevano ninfe. E ancora: “Un corvo che bussa alla tua finestra è un invitato di Odino e la civetta viene a dirti che qualcosa si sta compiendo definitivamente.” Sperimentare il sacro sottoforma di territorio è anche una caratteristica degli Indiani d’America. La stessa capacità ritrovata in una poesia di un anziano cherokee che recita così: “Molte delle cose che sappiamo le abbiamo imparate dalla roccia. Puoi anche parlare ad una roccia … ma devi sapere come fare a parlare alla roccia.” Gli Indiani d’America avevano imparato a comunicare con la roccia, mentre Odino diede alle rune il potere di comunicare con gli uomini. Anche nei suoi versi gli dei chiedono un contatto umano.

Le deità sono agglomerati di pensiero, come spiega Alan Moore.
Voglio dire che i nomi, i segni, i simboli, alla fine non sono altro che reti neurali che si intersecano a creare una forma (o molte più d'una) nello spazio- tempo del Pensiero, che è territorio comune a tutti gli uomini.
Gli dei sono umani.
Non potrebbero essere null'altro se non questo.
Gli indù sono la cultura politeistica più tollerante della storia dell'umanità.
Essi sostengono che ogni dio è indispensabile, essendo una sovrapposizione di proiezioni utili all'illuminazione dell'essere umano.
Equivale a dire che, se, per esempio, ho necessità, in questa vita, di adorare un dio bambino, con molta probabilità, a livello più o meno inconscio, sto cercando di recuperare un rapporto con il mio Puer interiore, che, per urgenza di adattamento e di educazione, ho relegato in una zona d'ombra.
Tuttavia esiste altro. Parlo di energia, di una sorta di intelligenza immanente alle cose, che prende la materia inerte e la rende più della materia stessa.
Io credo in questo.
Credo nella sottile vibrazione eterica che anima la natura delle mondo.
Lo chiamo “sciamanesimo”.

Qual è il suo rapporto con gli autori del passato?

Ho la tendenza ad essere antica e modernissima insieme.
Amo visceralmente la poesia del passato, che spesso era non solo amorosa, ma sacra.
Ricordo con particolare interesse il poema sumerico dedicato alla discesa di Inanna, dea dell'amore, nel regni oscuri della sorella Ereshkigal, alla ricerca dello sposo perduto Dumuzi.
Sempre nella schiera dei poemi che sono insieme iniziatici e amorosi, non posso non citare il Cantico dei Cantici,che si vuole celebri il rapporto fra Salomone e la regina di Saba, ma che, più probabilmente, è una raccolta di canti pronubi pastorali.
Trovo sorprendenti l'epopea di Gilgamesh e del suo inseparabile compagno Enkidu e il poema della creazione denominato Enuma Eli.
Ho nutrito parecchio interesse per la poetica espressa dai Fedeli d'amore, un ordine segreto iniziatico a cui aderirono molti mistici sufi(tra questi Ibn Arabi) e i tanti artisti che, fra il Duecento e il Trecento, sulla scia della corrente catara e neoplatonica, individuarono in un principio femminile e sapienziale, Sofia, Anima mundi, la porta verso l'elevazione.
Ho amato molto i lirici greci, Saffo, Mimnermo,Ibico, Tirteo, per la componente intimistica che hanno saputo infondere ai loro versi.

Tra gli autori contemporanei, a quali si sente più vicina e perché?

Non posso non citare Jack Hirshmann, poeta tutt'ora vivente, di origini newyorkesi, che ho avuto la grande fortuna di conoscere personalmente in una fase altamente formativa della mia esistenza, quando, collaborando con la Casa della Poesia, ho avuto modo di ascoltare alcune fra le voci più interessanti del panorama internazionale contemporaneo.
É a lui che dedico il mio Arcano della Magia, a lui che di arcani ne ha scritti tanti, coniando questa forma: diversi anni fa, ero poco più di una ragazzina, in un caffè letterario salernitano, ebbi l'onore di leggere di fianco a lui la traduzione italiana del suo “Arcano di Shups”, scritto nel ricordo dell'agonia di suo padre e che tanto mi ricordava quella sopportata dal mio.

Cosa ne pensa dei libri di poesie e degli e-book , le vie alternative che sfuggono ai meccanismi complessi dell’editoria?

Io non sono una tradizionalista.
Non amo le forme consolidate, devo continuamente reinventarle, quelle forme, romperle e ricrearle.
Non sono legata all'oggetto libro in sè, ma apprezzo il senso della bellezza che un oggetto per sua conformazione può esprimere.
Trovo interessanti i libri d'artista, trovo interessanti i libri ben fatti, trovo inutile molta produzione editoriale moderna.
Un libro, un ebook, poco importa.
Apprezzo il connubio di tecnè ed eidos.
Apprezzo le forme che hanno un'anima.
L'anima feconda la materia, tutto il resto è discorso sterile.

Un ricordo …

I pomeriggi intensi trascorsi accanto a mia nonna che mi ha trasmesso l'Arte.
La dolcezza dei sorrisi di mio padre.

Un ringraziamento …

A mio zio, il pittore e incisore Antonio Pesce, mio mentore nella vita e nell'arte, nell'equilibrio e nella misura.
A lui, che mi ha insegnato che l'irruenza di Dioniso Zagreus può essere cavalcata da Hermes psicompompo, che dall'Ade si può emergere trionfanti, dopo aver rinvenuto il proprio oro.

Qual è il rapporto con Salerno la sua città?

Non ho un rapporto con le città, ma con i territori. Esistono luoghi che hanno un'energia: così è per la fonte di Faiano, così per il castagneto di Calvanico, così per la montagna di Bracigliano che sorveglia con attenzione la mia casa, così per il terreno incostante di Hera Argiva, così per la chiesa di San Michele di Mezzo che sorge su una linea di forza.
Sono una sciamana: io amo la terra.

Nel frattempo il suo Sole in Pesci si è liberato dall’opposizione di Saturno …

...ma si è rivestito delle potenti energie di trasformazione incarnate dalla congiunzione di Giove e Urano che lo investiranno fino alla fine di questo anno. Era scritto che io dovessi mettere ancora più a nudo la mia anima...

Maria Luisa Pesce è nata a Salerno nel 1974. Ha collaborato con la “Multimedia Edizioni” e la “Casa della poesia” di Baronissi. Ha tradotto dall’inglese i testi di autori come Agneta Falk, Sara Menefee e Jack Hirshmann. Quest’ultimo ha tradotto e pubblicato alcuni suoi versi sulla rivista statunitense “American Poetry”. Ha pubblicato il volume Il sogno del corpo (1999), il racconto Clarita (2002), la silloge Il complesso della sirena (2006). Nel 2005 ha pubblicato il racconto La fenice nella collana “Navigando nelle parole”, per le edizioni Il filo. E’ presidente dell’associazione culturale “Acchiappasogni”, con sede a Mercato San Severino. E’ astrologa, tarologa, con metodo Jodoroswky, floriterapeuta, esperta di oniromanzia. Appassionata sin da giovanissima di Mitologia, Simbolismo, Filosofia Ermetica e Psicologia Analitica, studia molte forme di discipline, sia occidentali che orientali.
 

Inserito il 4/12/2010 nella categoria Libri

 

Tag : Carina Spurio  Maria Luisa Pesce  Arcano della magia


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La Cantina del Mese

La cantina selezionata nel mese corrente e' Fattoria "Villa Ligi" di F.Tonelli .

Nella provincia di Pesaro Urbino e precisamente a Pergola in Via Zoccolanti 25/A, questa azienda conta importanti riconoscimenti a livello nazionale. La filosofia dell'azienda e'  "Crediamo profondamente nelle virtù di un vino, capace di raccontare con estrema sincerità le caratteristiche di un territorio. Vino è sinonimo di arte; arte come mezzo di comunicazione di tipicità e tradizione capace di far sognare e suscitare ricordi.

Questi valori ci accompagnano da tanto tempo, di generazione in generazione, in questo antico mestiere che per caratteristiche intrinseche non abbandoneremo mai. La nostra attività vitivinicola, oramai quasi centenaria, è contraddistinta da un attaccamento inscindibile alla tradizione ed in tempi ultimi all’innovazione, necessaria per ottenere il massimo, ricercando il perfetto equilibrio tra gusto e colore, tra bouquet e retrogusto.

La nostra realtà agricola percorre costantemente e ciclicamente ogni anno gli stessi eventi che puntualmente ci coinvolgono sensibilizzandoci ogni giorno di più verso il prodotto finale, il nostro vino, attraverso la passione per il territorio, la natura, le persone che ci accompagnano. E’ un processo che non richiede tempi lunghi né brevi, ma tempi naturali, quelli necessari per ottenere un lavoro ben fatto.

E’ con tale dedizione e passione che ci rivolgiamo a quanti condividono il nostro pensiero, il nostro vino, per condividere attimi unici ricavati da piccoli gesti come quello di sorseggiarlo in un calice."

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